Rid bancario, cos’è? Come funziona?

RID bancario: di cosa si tratta esattamente

Al giorno d’oggi i servizi bancari risultano essere senza dubbio tra quelli più utilizzati per effettuare transazioni che riguardano lo scambio di una certa somma di denaro. Tuttavia non tutti sono a conoscenza del fatto che oggigiorno si è in presenza di varie tipologie di saldo in debito nella struttura che prevede lo scambio di particolari servizi oppure di beni.

Una delle tipologie più diffuse e conosciute è senza dubbio quella che riguarda la rimunerazione diretta e la rimunerazione indiretta.

Si parla di rimunerazione diretta quando lo scambio avviene direttamente tra il creditore e il debitore. Si chiama invece rimunerazione indiretta quando tra i due individui è necessario introdurre un’altra figura, ovvero quella costituita dalla banca oppure da un istituto di credito.

Queste due figure possiedono pertanto il compito di essere mediatori tra il debitore e il creditore. Secondo le normative oggi vigenti, il debitore ha la possibilità di pagare attraverso dei diversi sistemi come ad esempio il pagamento in contanti. Quest’ultimo però risulta essere oggi un metodo superato in quanto consente di trasferire solamente una certa somma di denaro piuttosto bassa e limitata per evitare eventuali operazioni di riciclaggio.

Oltre a questo metodo ormai caduto in disuso (o comunque utilizzato molto raramente) ci sono altri modi con cui è possibile eseguire transazioni di denaro come ad esempio l’assegno (che può essere postale, circolare oppure bancario), le cambiali, il bonifico bancario oppure il RID bancario o il RID postale.

Con tale acronimo si intende Rapporto Interbancario Diretto ed è una forma piuttosto comune negli ultimi tempi. Esso infatti in genere può essere utilizzato quando vengono stipulati dei contratti finanziari, quando ci si intesta delle utenze di fornitura (ad esempio quella elettrica oppure quella del gas) oppure quando viene eseguita una richiesta di abbonamento telefonico. In tutti questi casi infatti è possibile che l’eventuale pagamento delle fatturazioni sia avvenuto proprio utilizzando il RID bancario.

rid bancario

RID bancario: come funziona

Il RID bancario può essere utilizzato per effettuare sia pagamenti frequenti che pagamenti singoli e nel dettaglio si basa sull’addebitare un determinato pagamento direttamente su un conto bancario.
Il RID bancario è una forma di pagamento indiretto in quanto ha bisogno di un intermediario (in questo caso la banca) tra il creditore e il debitore per poter essere eseguito.
Per poter effettuare tale operazione sia il creditore che il debitore devono essere in possesso di un conto corrente bancario (o in alternativa un conto postale). In caso contrario invece non sarà possibile proseguire con il pagamento e l’addebito dell’eventuale somma di denaro.

Questo servizio, oltre ad essere senza dubbio molto rapido e funzionale, risulta essere anche estremamente comodo in quanto consente a tutti i clienti di effettuare operazioni in maniera automatica senza il bisogno di doversi recare di volta in volta in banca oppure negli uffici postali per eseguire tutte le diverse transazioni.

Naturalmente il RID bancario ha una certa efficienza in modo particolare quando si ha la necessità di dover eseguire dei pagamenti che hanno una scadenza mensile come ad esempio il caso del pagamento di un mutuo, di un finanziamento, del pagamento delle bollette.

Come si effettua la compilazione del RID bancario

È bene sapere che il RID bancario è basato essenzialmente su un mandato mediante il quale una determinata persona (possessore di un conto corrente bancario) conferisce alla banca oppure all’istituto bancario l’autorizzazione per poter addebitare sul proprio conto corrente dei pagamenti che provengono da un certo tipo di creditori.

Per potere avere effettiva validità, tale mandato deve riportare la firma di colui che ha effettuato la richiesta di autorizzazione. Solamente in questo caso quindi sarà possibile consentire gli addebiti sul proprio conto corrente.
Inoltre è opportuno tenere a mente che se non viene effettuato alcun addebito sul conto per un periodo non superiore a trentasei mesi, il documento perde la sua validità in modo automatico.

Nel corso degli ultimi anni, precisamente nel 2014, è stato inserito un altro servizio simile al RID bancario che prende il nome di SEPA (Single Euro Payments Area). Quest’ultimo risulta avere in sostanza

le stesse funzioni di cui è dotato il RID: l’unica disuguaglianza sta nel fatto che il SEPA presenta una zona di incasso decisamente molto più vasta. Quest’ultima infatti abbraccia circa 33 diversi Paesi di tutta l’Europa.

rid banca

Come poter richiedere correttamente il RID bancario

Per poter fare richiesta del RID bancario e cominciare ad usufruire di tutte le innumerevoli funzionalità che esso mette a disposizione del cliente, basta seguire delle semplici e veloci operazioni.
La prima cosa che bisogna fare, dunque, consiste sostanzialmente nella compilazione di un apposito modulo di richiesta. Esso può essere acquisito direttamente presso la propria banca di fiducia.

Il modulo di sottoscrizione deve necessariamente fornire informazioni riguardo i dati personali del cliente, i dati di identificazione del creditore (oppure dell’azienda) come ad esempio il nome, il cognome, il codice fiscale e la Partita Iva. Da non dimenticare poi è il nome della banca e l’Iban del proprio conto corrente. Quest’ultimo risulta essere assolutamente necessario in quanto sarà a questo Iban che l’azienda creditrice farà riferimento per gli addebiti.

Naturalmente bisogna assicurarsi che il proprio conto corrente abbia la somma necessaria per poter far fronte ai pagamenti futuri, altrimenti tale servizio non potrà essere attivato. Dopo aver compilato il modulo in tutte le sue parti, il richiedente dovrà firmarlo e presentare un documento di identità valido la cui copia dovrà essere presentata insieme al mandato presso la propria banca di riferimento (soltanto nel caso in cui il RID bancario dovesse avvenire per il pagamento delle bollette, può essere riconsegnato dal gestore, il quale poi lo consegnerà all’istituto bancario).

Se il debitore ha intenzione di rinunciare a tale servizio può farlo in qualsiasi momento in modo abbastanza semplice: tutto quello che deve fare infatti consiste nel portare alla banca una domanda in forma scritta ed attendere la sospensione dei pagamenti (che nella maggior parte dei casi avviene in maniera immediata).

RID bancario: cosa fare in caso di pagamenti non autorizzati

Il RID bancario rappresenta senz’altro un metodo di pagamento estremamente veloce che non comporta costi di gestione e che evita perdite di tempo. In alcuni casi, però, può verificarsi l’eventualità che sul proprio conto corrente venga addebitata una cifra diversa da quella stabilita inizialmente. Per tale ragione è necessario prestare sempre la massima attenzione e richiedere alla banca un rimborso del denaro non dovuto. Tale richiesta deve essere fatta necessariamente entro tredici mesi dall’addebito e deve essere comunicata il prima possibile alla banca che potrà quindi provvedere a bloccare tutti i pagamenti verso quella specifica azienda creditrice (o verso un solo creditore).

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *