Obbligazioni subordinate

Le obbligazioni

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Le obbligazioni sono uno dei principali metodi di investimento

Le obbligazioni, nell’ambito finanziario, sono titoli di debito, ossia titoli emessi da un ente o una società che necessita di capitale. Esse vengono acquistate dai risparmiatori e , alla scadenza, permettono al creditore di ottenere il rimborso del capitale investito maggiorato dagli interessi maturati.

Lo scopo è quello di garantire alle società o agli enti pubblici che le emettono, liquidità. Non essendo soggette a quotazioni del mercato azionario e avendo un tasso di interesse stabilito nel contratto, le obbligazioni, sono generalmente considerate un investimento privo di rischio.

Il rimborso, avviene generalmente al valore nominale, ossia al valore teorico immediatamente dopo la scadenza. Gli interessi, anche detti cedole, tuttavia, sono rimborsati periodicamente con scadenza variabile la quale può essere trimestrale, semestrale o annuale.

Nei casi in cui il soggetto che ha emesso l’obbligazione non dovesse corrispondere al risparmiatore la cedola periodica, quest’ultimo ha la facoltà di presentare istanza di fallimento.
Le obbligazioni più note e comuni sono sicuramente i titoli di Stato.

Approfondisci ulteriormente sulla guida alle obbligazioni.

Le obbligazioni subordinate

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Le obbligazioni subordinate: schema riassuntivo

Le obbligazioni subordinate sono titoli di debito che si differenziano da quelle classiche per via del fatto che, il rimborso del capitale investito, nei casi di insolvenza da parte dell’emittente, ricade sui creditori subordinati a livello inferiore e non subordinati.

Questo le rende un investimento rischioso ma sicuramente più redditizio.
È concesso il rimborso anticipato purché l’iniziativa sia del soggetto che le ha emesse, il quale deve, per procedere, ottenere necessariamente l’autorizzazione della Banca d’Italia.

Tuttavia, per queste ragioni, le obbligazioni subordinate dovrebbero presentare una resa maggiore rispetto a quelle non subordinate emesse dallo stesso soggetto e a parità di caratteristiche.

Per via della loro natura, le obbligazioni subordinate, si differenziano per tipologia in base al loro grado di subordinazione.
Dal 1° Gennaio 2016, è stata introdotta dall’Unione Europea, la disciplina del bail-in. Questo permette alle banche in crisi di servirsi dei fondi degli investitori e dei risparmiatori in possesso di determinati titoli emessi dalla stessa banca, per fare fronte al dissesto o per evitare che questo si verifichi.

Questo pone i risparmiatori, che hanno investito in azioni subordinate, in condizione di rischio poiché essi si trovano al secondo posto nella gerarchia degli investitori che devono sostenere la banca in perdita, subito dopo i possessori di azioni e strumenti di capitale.

Generalmente, le obbligazioni subordinate vengono considerate più rischiose rispetto a quelle tradizionali poiché:

  • chi le possiede, nel caso di dissesto, potrà essere risarcito solo dopo altri investitori, i quali, generalmente, sono dipendenti della stessa banca, i correntisti e coloro che posseggono Bond ordinari;
  • attraverso il meccanismo del Bail-in i possessori di obbligazioni subordinate devono necessariamente contribuire per arginare eventuali dissesti finanziari;
  • in caso di liquidazione o fallimento, questa tipologia di Bond viene risarcita per ultima. Questo potrebbe anche non avvenire se l’emittente esaurisce la liquidità per rimborsare i titolari di obbligazioni ordinarie;
  • se non si posseggono le conoscenze adeguate o se non si viene informati approfonditamente, questo genere di investimenti potrebbe risultare molto rischioso, poiché necessità di particolari attenzioni e competenze. Inoltre è fondamentale conoscere la stabilità dell’emittente e in particolare delle banche e leggere le clausole che potrebbero inficiare il risarcimento;
  • vi è la pratica dell’extension risk, ovvero non viene specificata la data di scadenza e dunque risulta impossibile stimare quale sia il suo rendimento effettivo;
  • vengono considerati illiquidi, ossia vi è l’impossibilità da parte dell’investitore di ottenere il capitale investito qualora ne abbia necessità;

Più in generale, il tasso di rischio può essere valutato in base alla qualità dell’emittente. Soprattutto per ciò che concerne le realtà economiche di piccola entità, è necessario valutare, al momento della stipula del contratto, che vi è molta più probabilità rispetto ai grandi creditori come le banche o gli enti pubblici, di perdere la quota investita. Tuttavia, come si può evincere, neanche questo aspetto è definibile con certezza in quanto esse sono rischiose per loro stessa natura.

In generale, le obbligazioni subordinate si attestano ad un livello di rischio compreso tra le obbligazioni ordinarie (reputate le meno pericolose) e le azioni (reputate più rischiose). Tuttavia, la caratteristica principale di questa tipologia di obbligazioni è proprio che il rischio possa essere compensato con il guadagno. Infatti, le obbligazioni subordinate presentano un tasso di interesse decisamente più alto. Questo poiché il rischio di non poter ricevere il rimborso del capitale investito è notevole.

Nonostante questo, esiste anche la possibilità che l’emittente rimborsi con tempistiche anticipate l’obbligato a partire da una determinata data. Questa procedura viene definita call.

Le diverse tipologie di obbligazioni subordinate

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Schema riassuntivo di Basilea 2

Recentemente le regole che riguardano i requisiti minimi di capitale hanno subito delle notevoli mutazioni. Queste prendono il nome di Basilea 2 e Basilea 3.

Dunque, in principio, i bond subordinati erano di quattro diverse tipologie in base al livello di rischio Tier 1, Upper Tier 2, Lower Tier 2 e Lower Tier 3.

Ad oggi, dopo le nuove regole imposte dalla banca centrale (Basilea 2 e Basilea 3), le obbligazioni subordinate sono di due tipi: Tier 1 e Tier 2. Tuttavia, le ultime due tipologie sono ancora in circolo.

Bond subordinati Tier 1 (I più rischiosi)

Questa tipologia di obbligazioni è indubbiamente la più rischiosa: infatti, in caso di insolvenza, il soggetto rischia il totale della somma investita (100%). Esiste l’eventualità che l’emittente, in determinate circostanze o situazioni, possa differire o cancellare una cedola. Non esiste la sospensione. La cedola potrà esclusivamente essere cancellata senza previa sospensione.

Nella maggior parte dei casi questa tipologia di obbligazioni subordinate non presenta un termine stabilito dunque subentra il rischio di una decurtazione della somma investita.

Nel caso in cui si realizzino perdite che possano mettere a repentaglio la solidità patrimoniale di colui che le ha emesse/emessa, viene decurtato l’importo da rimborsare con un sistema pro-quota.
Le obbligazioni subordinate di tipo Tier 1 rientrano nel capitale di primo livello con il core (utili, azioni e riserve che costituiscono i mezzi propri) e le azioni.

Bond subordinati Upper Tier 2 e Lower Tier 2

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Piramide degli investimenti di Tier 1, Tier 2 e Tier 3

Anche questa tipologia di obbligazioni è tra quelle più rischiose infatti, in caso di insolvenza, il soggetto rischia il totale della somma investita (100%). Esiste l’eventualità che l’emittente, in determinate circostanze o situazioni, possa differire la cedola ma mai cancellarla.

Nello specifico le cedole possono essere pagate (e precedentemente sospese) al termine del primo anno in cui si chiude in attivo. In questo caso il rischio di perdita è minimo e non esiste scadenza.
Tuttavia questo genere di obbligazioni risulta maggiormente rischioso rispetto alle Tier 3, poiché colui che le emette ha la possibilità di bloccare il pagamento delle cedole nei casi in cui i profitti risultino insufficienti o vengano sospesi i pagamenti sulle azioni ordinarie.

Le cedole bloccate hanno la possibilità di essere cumulate e restituite qualora le circostanze che hanno determinato la sospensione del pagamento si estinguano o vengano meno.
Insieme al Lower Tier 2 costituisce il capitale di secondo livello.

Sono il genere di obbligazioni subordinate più diffuso. Generalmente hanno una durata decennale e vi è il blocco degli interessi esclusivamente nei casi in cui si fosse insolventi. Talvolta vi è la possibilità di richiedere un rimborso anticipato in un tempo stabilito solitamente non prima dei cinque anni. In alternativa viene stabilita una scadenza dalla banca.

Nel caso in cui non dovesse essere richiesto il rimborso anticipato, il valore della cedola viene notevolmente aumentata (step-up).
A differenza delle obbligazioni ordinarie, questa tipologia ha la priorità nel caso in cui l’emittente faccia una liquidazione. Le cedole vengono pagate nella data prevista sia che queste siano fisse o che siano variabili.
Insieme all’Upper Tier 2 costituisce il capitale di secondo livello.

Bond subordinati Tier 3 (i meno rischiosi)

Essi sono i bond meno remunerativi ma anche l’investimento meno rischioso. La caratteristica principale di queste obbligazioni subordinate è quella di non essere classificate come capitale di vigilanza. Generalmente hanno una scadenza che oscilla tra i due e i quattro anni.
Le obbligazioni subordinate Tier 3 hanno lo stesso livello di subordinazione delle Lower Tier 2.

Le cinque cose da sapere sulle obbligazioni subordinate

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Per investire in bond occorre una conoscenza approfondita del settore finanziario, oppure rivolgersi a un intermediario esperto

Quando si decide di investire del capitale in obbligazioni subordinate è necessario informarsi approfonditamente presso il proprio istituito bancario. Tuttavia vi è sempre una zona di rischio di cui bisogna tenere conto. Per investire serenamente ed essere il il più consapevoli possibili del proprio investimento finanziario, è necessario conoscere le caratteristiche principali di questo genere di obbligazioni.

Analizzando nel dettaglio, le cinque cose da sapere sono:

  • Le obbligazioni subordinate hanno scarsa liquidità. Questa tipologia di bond risulta molto spesso complicata da vendere e da acquistare. Infatti, ogni obbligazione ha le sue proprie caratteristiche;
  • È necessario prestare molta attenzione e avere conoscenze specifiche per comprendere al meglio le caratteristiche tecniche. Infatti, nonostante siano state stabilite dalla banca centrale regole rigide circa la trasparenza, anche gli stessi documenti che le riguardano sono scritti esclusivamente con un linguaggio tecnico-specifico e talvolta in lingua inglese. Inoltre, è bene considerare che, tramite i suddetti documenti, non è sempre facile evincere quali siano i rischi che comporta;
  • Non hanno una scadenza fissa e, infatti, sussiste la possibilità che l’emittente la richiami. Tuttavia, in questo determinato periodo storico-economico molti emittenti decidono di non effettuare anticipatamente il rimborso pur avendo tutte le possibilità per farlo. Sostanzialmente, il guadagno ottenibile a seguito di questo tipo di investimento è di difficile individuazione;
  • Il rischio di oscillazione è alto e non è semplice stabilirlo. Pur avendo un portafoglio diversificato, nel caso in cui si verificasse una turbolenza, questa tipologia di bond abbia la tendenza a deprimersi. Questo senza considerare gli emittenti e i titoli;
  • Hanno alto rischio di credito molto simile a quello delle azioni. Infatti, le obbligazioni subordinate possono condurre ad una perdita totale del capitale investito (in misura maggiore rispetto alle senior). Dunque, l’investitore ha ampie possibilità di perdere la totalità della somma.

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