Dichiarazione di successione – la guida

La dichiarazione di successione è una dichiarazione con la quale gli eredi, i chiamati all’eredità, i legatari, entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (coincidente di norma con la data del decesso del contribuente), disciplinano il passaggio dei diritti e degli oneri del de cuius.

Ma chi deve presentare la dichiarazione di successione? Come e quando bisogna presentarla? Come versare le imposte?

Andiamo con ordine!

Chi deve presentare la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata dai soggetti che la legge individua tra gli obbligati, ovvero:

  • gli eredi, i chiamati all’eredità e i legatari (purché non vi abbiano espressamente rinunciato o – non essendo nel possesso dei beni ereditari – chiedono la nomina di un curatore dell’eredità, prima del termine previsto per la presentazione della dichiarazione di successione) o i loro rappresentanti legali
  • i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta
  • gli amministratori dell’eredità
  • i curatori delle eredità giacenti
  • gli esecutori testamentari
  • i trustee.

Come e quando si presenta la dichiarazione di successione

La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che, di norma, coincide con la data del decesso del contribuente.

La presentazione deve oggi avvenire esclusivamente per via telematica, usando l’apposito Modello 4 – pdf, disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Ricevuta della dichiarazione di successione

Una volta presentata la dichiarazione di successione, il software dell’Agenzia delle Entrate provvederà ad elaborarlo. La copia della dichiarazione presentata, con le attestazioni a prova di ricevuta, sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nell’area autenticata, alla voce ‘Prelevare documenti’ nella sezione ‘Ricevute’.

Come versare le imposte di successione

L’imposta di successione liquidata dall’ufficio territoriale competente, sulla base della dichiarazione presentata, può essere pagata con queste modalità:

  • almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione
  • la parte restante, è versata in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

È possibile procedere al pagamento anche a rate, ma non se l’imposta complessiva è inferiore a 1.000 euro.

Modelli dichiarazione di successione

Il modello di dichiarazione di successione è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Si tenga conto che oramai, tuttavia, la dichiarazione di successione deve essere gestita interamente in modalità telematica, e che pertanto l’utilizzo del modulo cartaceo è limitato a poche casistiche.

Dichiarazione di successione integrativa

È sempre possibile rettificare una dichiarazione di successione, se contiene un errore materiale e di calcolo. Per far ciò, come confermato dall’Agenzia delle Entrate, occorre presentare una dichiarazione di successione integrativa, che corregga l’errore, potendo così procedere al versamento delle sole imposte di bollo e trascrizione.

Sanzioni dichiarazione di successione tardiva

La legge prevede che la dichiarazione di successione debba essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della pratica, che di norma coincide con la data di decesso del contribuente. Ne deriva che chi non presenta la dichiarazione entro 12 mesi va incontro a sanzioni pecuniarie, piuttosto limitate se si procede tempestivamente (il ravvedimento sprint è in vigore per ritardi entro i 14 giorni), e più onerose se si procede più tardivamente.

Esenzione dichiarazione di successione

Esistono alcune ipotesi in cui la dichiarazione di successione non è obbligatoria. In particolare, questo è il caso in cui gli eredi sono il coniuge e i parenti in linea retta del defunto, e l’attivo ereditario non è superiore a 100.000 euro e non sono presenti immobili o diritti reali immobiliari.

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