Cos’è il Codice tributo 3961? Pagamento Tasi e modello 24

Il codice tributo 3691 viene utilizzato per indicare nel versamento del modello F24 la causale in merito alla tassa sulla seconda casa o uffici, negozi, ecc..  ma si usa anche per il versamento della TASI, per l’acconto ed il saldo.

Sommario articolo:

Si tratta di una serie numerica, composta da quattro cifre, che va inserita all’interno del modello F24. Il codice tributo ha la finalità di indicare, in maniera univoca, la voce di spesa per la quale vengono versati, appunto, i tributi.

Quali sono i codici Tributo?

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato, attraverso la Risoluzione n.46/E del 24 Aprile 2014, i nuovi codici tributo da inserire nel modello F24 per il pagamento della TASI, secondo la tipologia di immobile:

  • codice tributo 3958 per l’abitazione principale;
  • codice tributo 3959 per i fabbricati rurali ad uso strumentale;
  • codice tributo 3960 per le aree fabbricabili;
  • codice tributo 3961 per tutti gli altri fabbricati.

Il codice tributo 3961, per esempio, si usa per tutti gli immobili che siano esclusi dalle prime tre categorie citate, ossia nei casi in cui il versamento non riguardi:

  • prima o seconda casa;
  • terreni agricoli;
  • fabbricati industriali.

Cos’è il codice 3691?

Il codice tributo 3691 TASI 2017 seconda casa, è la causale di versamento che i contribuenti devono indicare nel modello F24 per pagare la tassa sui costi servizi indivisibili del Comune. Tale codice, va quindi utilizzato nel caso in cui si debba pagare la tassa sulla seconda casa o altri immobili come ad esempio un negozio, un ufficio, un capannone ecc.e sia per versare l’acconto TASI ed il saldo, o se si effettua il pagamento in un’unica soluzione.

Ricordiamo che la scadenza per pagare l’acconto della tassa sui servizi indivisibili, è il 16 giugno mentre il saldo è il 16 dicembre.

Come usare il codice tributo 3961

Simile al codice 3958 il meccanismo è sempre lo stesso, con in mano il modulo F24 bisogna cercare la zona dei codici tributi nella sezione IMU, basta compilare le info necessarie che consistono nel codice catastale dell’immobile e l’importo totale da pagare allo stato.

Cos’è ed a cosa serve la Tasi?

La Tasi concorre, unitamente all’IMU ed alla Tari, alla definizione dell’Imposta unica comunale, secondo la Legge di stabilità del 2014.

L’imposta riguarda i servizi comunali indivisibili, ossia quelli indirizzati a tutti i cittadini e che non è possibile quantificare né in termini d’uso da parte del singolo né in termini di beneficio ricevuto.

Il pagamento della Tasi finanzia, infatti, la manutenzione delle aree verdi e delle strade, ma anche l’illuminazione pubblica ed i servizi di polizia locale, ossia, tutti quei servizi distribuiti omogeneamente ai cittadini.

Ai fini della trasparenza, secondo l’articolo n. 147 della Legge 27 Dicembre 2013, è obbligatorio che i Comuni forniscano una puntuale descrizione delle tipologie e dei costi di copertura dei servizi al cittadino finanziati attraverso la TASI. Risulta, inoltre, necessaria la pubblicazione chiara delle aliquote di riferimento e dei relativi ed eventuali sgravi.

Cosa viene tassato con la TASI?

Fabbricati o aree edificabili sono sottoposti al pagamento della TASI, da tale imposta sono, invece, esclusi i terreni agricoli e le prime abitazioni che, come è ben noto, rientrano nel pagamento dell’IMU. Il tributo non riguarda solo i proprietari degli immobili, ma anche gli affittuati, secondo una quota variabile tra il 10% ed il 30%.

Vediamo, allora, chi è tenuto al versamento della TASI:

  • Proprietari di prima casa di lusso;
  • Proprietari di seconde case e di altri immobili;
  • Proprietari di fabbricati rurali ad uso strumentale;
  • Proprietari di fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, ma non ancora venduti o locati;
  • Immobili in affitto: se l’immobile non è fruito dal proprietario, la TASI deve essere versata dal detentore nella misura del 10% o, secondo decisione comunale, fino al 30% e, per la restante percentuale, dal possessore dell’immobile.

Quanto costa la TASI?

Il calcolo del tributo si ottiene moltiplicando la rendita catastale dell’immobile, con rivalutazione del 5%, per il coefficiente relativo alla tipologia immobiliare di appartenza del bene. Dalla somma ricavata, applicando anche l’aliquota comunale, bisogna sottrarre eventuali detrazioni. Tali calcoli, che sembrano farragginosi e complessi, in realtà sono facilitati dalle tabelle pubblicate sui siti internet di ciascun Comune.

E’ chiaro, dunque, che da Sindaci e Comuni discendono le regole di pagamento dell’imposta, essi, infatti stabiliscono anche le maggiorazioni delle aliquote e la distribuzione delle stesse tra abitazione principale o seconda casa.

Esenzioni di pagamento

Non tutti gli immobili sono soggetti alla TASI, di seguito un breve e non esaustivo elenco degli immobili esclusi dal pagamento, utile a comprendere la logica di applicazione del tributo:

  • ponti comunali;
  • immobili statali;
  • torri pubbliche;
  • edifici adibiti ad uso culturale;
  • edifici di culto;
  • ambasciate;
  • edifici vaticani.

E’ possibile che il Comune decida di applicare delle riduzioni di imposta, per esempio, nei seguenti casi:

  • abitazioni stagionali e poco utilizzate;
  • abitazioni con unico inquilino;
  • abitazioni di persone che risiedano fuori dall’Italia per più di sei mesi all’anno;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

Esempio pratico – TASI a Roma

Sembra una giungla, eppure è possibile orientarsi, anche grazie ai servizi al cittadino che, ciascun Comune, rende pubblici tramite i siti internet istituzionali.
Sul sito di Roma Capitale, per esempio, è semplice trovare riferimenti alla TASI, alle relative modalità di pagamento ed alle scadenze di contribuzione.
Le aliquote applicate a Roma sono le seguenti:

  • 1,0 per mille per le abitazioni principali e relative pertinenze classificate A1, A8 e A9 e per i fabbricati rurali ad uso strumentale;
  • 0,8 per mille per tutti gli altri immobili, tra i quali gli alloggi assegnati dagli Istituti Autonomi Case Popolari e gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica del Comune

Come si paga la TASI, Modello F24 e versamento dell’imposta

Il modello F24 è il modello unificato che l’Agenzia delle Entrate utilizza per il versamento dei tributi e dei contributi, utile al cittadino per poter pagare le diverse somme dovute in un’unica soluzione, tramite l’uso di specifici codici. L’imposta TASI, tramite F24, può essere versata in banca o presso gli uffici postali.

Compilazione del modello F24

Risulta essenziale che il modello F24 sia compilato nel modo corretto, per evitare il rischio di pagare sanzioni che, spesso, possono essere di significativo valore economico.

Ecco una spiegazione, passo per passo, su come inserire i dati correttamente e sull’esatta collocazione del codice tributo 3961 all’interno del modello F24:

  1. Codice ente/codice comune – on line è facile trovare la tabella dei codici catastali dei Comuni;
  2. ravv. – barrare la casella in caso di ravvedimento;
  3. immob. variati – barrare se sono intervenute variazioni per uno o più immobili;
  4. acc. – barrare se il pagamento si riferisce all’acconto;
  5. saldo – barrare se il pagamento si riferisce al saldo;
  6. numero immobili – indicare il numero degli immobili;
  7. codice tributo – indicare il codice tributo 3961;
  8. rateazione/mese rif. – non compilare;
  9. anno di riferimento – anno di imposta per cui si effettua il pagamento;
  10. importi versati – indicare l’importo a debito;
  11. importi a credito compensati – non compilare;
  12. Totale G – somma degli importi a debito indicati nella sezione IMU ed altri tributi locali;
  13. Totale H – somma degli importi a credito indicati nella sezione IMU ed altri tributi locali – non compilare se non sono presenti importi a credito;
  14. Saldo (G-H) – indicare il saldo (Totale G – Totale H);
  15. detrazione – eventuale detrazione concessa dal comune.

Scadenze di pagamento F24

I termini di scadenza per pagare la TASI con il modello F24 sono:

– Acconto Tasi 2017 andava pagata entro il 16 Giugno 2017;
– Saldo Tasi – 16 Dicembre 2017;

Nel caso di pagamento in un’unica soluzione, la data possibile di versamento era quella del 16 Giugno 2017.

Pagamento OnLine dell’F24

Il servizio di pagamento OnLine del modello F24 consente alle persone fisiche, così come alle società, attraverso una compilazione guidata molto semplice ed esaustiva, il versamento delle imposte senza l’onere di spostarsi fisicamente verso uno sportello bancario o postale.

Il servizio telematico può essere utilizzato da tutti i titolari di conto corrente attivo presso uno degli Istituti di credito che abbiano stipulato apposita convenzione con l’Agenzia delle Entrate (l’elenco delle Banche convenzionate è disponibile on-line).

Quali sono i vantaggi del pagamento telematico?

E’ possibile effettuare il pagamento in modo anticipato, ma ricevere l’addebito della somma a saldo, secondo la data di versamento decisa dal contribuente.

Per esempio, se nella compilazione del modello viene inserita la data di versamento del 18 Ottobre, ma il contribuente esegue il versamento il 5 Ottobre, l’addebito verrà contabilizzato con valuta 18 Ottobre. Altro importante beneficio è la verifica, da parte del sistema telematico, della correttezza sia della compilazione sia delle cifre da pagare.

E’ bene, in ogni caso, ricordare che, grazie al decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017, non è più obbligatorio effettuare la compilazione del modello F24 telematico per cifre superiori ai 1.000 euro.

A chi rivolgersi per avere supporto nella compilazione dell’F24

Nel caso in cui risulti complicato compilare il modello F24 è possibile chiedere supporto ad un Caf che, per una cifra variabile, ma comunque di pochi euro, provvede ad inviare telematicamente il modello F24.

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