Codice tributo 1001

Districarsi nel mare codici e normative non è mai così semplice e, se non si conoscono bene le procedure in materia tributaria, si può incorrere in errori, anche piuttosto spiacevoli per il contribuente.

Se non si è ben preparati, si può chiedere supporto all’agenzia delle entrate per la compilazione del modello unico F24, insieme al codice tributo 39258 della tasi, ma si può anche usare il fai da te.

Nella compilazione dei vari modelli fiscali di pagamento, il codice tributo 1001 è tra i più confusi e soggetti ad errore e merita un chiarimento.

Pertanto di seguito andremo a vedere nel dettaglio il codice tributo 1001, per capire a cosa serve, quando e come si usa.

Codice tributo 1001: quando si usa

Nella compilazione del modello unico F24 il codice tributo 1001 va utilizzato per i normali versamenti IRPEF riguardanti le trattenute di buste paga, pensioni, conguagli, trasferte e mensilità aggiuntive.

Non riguarda invece i compensi accessori alla retribuzione principale, ovvero i compensi accessori e quelli derivati da contratti di collaborazione continua, poichè assimilabili al reddito principale. In questi casi è opportuno inserire il codice 1004, regolamentato dalla nota 5418 della Ragioneria Generale dello Stato del 30 gennaio 2009 e dal DPR 917 -TUIR del 22 dicembre 1986, articolo 49 comma 1.

Privati e Partita IVA

Chi possiede un numero di partita IVA può richiedere comodamente per via telematica il modulo F24 per il versamento dell’imposta IRPEF e tutto il resto della modulistica. I privati possono scaricare la modulistica del modello unico dal sito dell’agenzia delle entrate e compilare autonomamente il modello unico.

Per inserire al posto giusto il codice tributo 1001, aziende e dipendenti subordinati devono guardare nella sezione erario, precisamente nella nella voce imposte dirette IVA, altri tributi e interessi, ritenute alla fonte.
Lì, c’è la colonna codice tributo ed è qui che va inserito il codice tributo 1001 e la stringa con le varie voci:

  • Regione di appartenenza
  • Provincia di appartenenza
  • Mese di riferimento
  • Anno di riferimento
  • Importo versato

L’ammontare della tassa andrà inserito con cura, perchè sbagliare importo significa incorrere in sanzioni anche piuttosto pesanti.

È indispensabile anche prestare la massima attenzione, onde evitare di commettere una violazione formale, sbagliando a riportare il codice tributo, oppure un’irregolarità omettendo il versamento o immettendo l’importo errato.

Nel caso di errore nell’inserimento del codice, non c’è di che preoccuparsi. È una violazione formale e può essere corretta facilmente, di seguito vedremo come.
Invece, in caso di ritardo nei versamenti IRPEF si può incorrere in sanzioni particolarmente salate.

tasse f24

Violazione formale: sbagliare codice

Il sistema burocratico tributario italiano, è ben noto per la sua complessità. Sbagliare codici tributo capita a moltissime persone. Fortunatamente, un errore in buona fede non è punito, nè con sanzioni nè con altri provvedimenti. E meno male, viene da dire, perchè se non si è commercialisti è davvero difficile conoscere a fondo tutti i vari codici e tasse. Questo non significa però che se ci si accorge dell’errore lo si debba lasciare così, ma è bene intervenire nel correggerlo.

In caso di errore nella compilazione del modello unico F24 si incappa in una violazione formale, che non comporta alcun tipo di sanzione, a patto che venga regolarizzata il prima possibile e prima che l’agenzia attivi un controllo sulla regolarità dei versamenti della persona fisica o dell’azienda.

Pertanto, nel caso di violazione formale, per correggere il modello F24 è necessario attivarsi prontamente richiedendo una sanatoria in merito all’errore commesso involontariamente, . In caso contrario, se ci sarà un controllo potrebbero insorgere problemi e costi inaspettati.

Per la rettifica è sufficiente recarsi ad una qualsiasi sede dell’Agenzia delle Entrate su territorio nazionale ed inoltrare una richiesta formale di rettifica. In questo modo si evitano sanzioni ed interessi moratori. È disponibile anche un sistema di correzione online, di cui parleremo di seguito.

Attenzione: in caso di omissione volontaria di parte dell’importo o mancato pagamento del codice tributo 1001 negli anni precedenti, non basta una semplice richiesta. È necessario seguire una procedura detta ravvedimento operoso, per mettersi in regola prima che l’agenzia avvii un controllo ufficiale sulla vostra posizione.

Ravvedimento operoso codice tributo 1001

Attraverso il ravvedimento operoso è possibile regolarizzare la posizione tributaria riguardo i versamenti di imposta omessi.
Può anche essere impiegato per mettersi in regola con altre irregolarità fiscali, come nel caso del codice tributo 1001, approfittando di sanzioni ridotte.

Purché sia possibile effettuare il ravvedimento operoso, è necessario mettere in regola la posizione precedentemente ad un’attivazione di controlli da parte dell’erario, di cui l’interessato sia già stato informato ufficialmente mediante notifica (o raccomandata). Altrimenti, non sarà possibile avviare la procedura, per ovvie ragioni.

Il ravvedimento operoso è uno strumento atto a ridurre il contenzioso tributario con l’erario. Va attivato spontaneamente per sanare eventuali omissioni o saldi parziali, effettuando il pagamento di:

  • Importo dovuto
  • Interessi di mora per il periodo di ritardo nel versamento
  • Sanzione (ridotta, ed è questo il vantaggio di suddetta procedura)

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Civis

Civis è il servizio online erogato dall’Agenzia delle Entrate e consente di ricevere assistenza sulle comunicazioni di irregolarità e sulle notifiche telematiche, cartelle di pagamento incluse.

Inoltre permette di inoltrare richieste formali per il controllo delle dichiarazioni fiscali, così da dormire tranquilli, più sicuri di essere in regola.

Correzione F24 errati

Dal 2015, per i cittadini abilitati alla fruizione dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate è possibile correggere direttamente un modello f24 online, tramite Civis F24, il nuovo servizio messo a disposizione dall’erario. Si trova nel canale di Civis, uno strumento di assistenza al contribuente creato dall’Agenzia delle Entrate e disponibile attraverso il sito web.

Questa è una grande novità, poiché perette un notevole risparmio di tempo e di evitare interminabili code allo sportello. Si può fare completamente online, trasmettendo istanza di rettifica per correggere anche gli errori del codice tributo 1001.

Come accedere al servizio

Inseriti i dati di accesso sul sito dell’Agenzia delle Entrate (solo per i contribuenti abilitati, partita iva e aziende), si potrà accedere alla sezione Civis. Si troverà il link per la richiesta di modifica del modello unico F24.

Tramite il link sarà possibile modificare le parti errate del modello unico, ma attenzione: tramite Civis F24 è possibile correggere solo i dati del modello relativi alle imposte, ovvero i codici tributari e le date di riferimento, non il valore delle imposte versate.

Questo dimostra dunque che il sistema è stato implementato per rettificare errori sui codici, comprensibili e giustificabili dal fatto che non siamo tutti commercialisti, e semplificare la vita del contribuente.
Non funziona per risolvere problemi come l’omissione dell’inserimento dei versamenti IRPEF o la correzione delle righe in cui sono presenti gli importi. In quei casi, è necessario recarsi comunque nella sede del’Agenzia delle entrate competente.

Per fare istanza di rettifica, si avrà a disposizione nel sistema Civis 24 un apposita area dove inserire i valori da rettificare.
Una volta corretto tutto e revisionato, si potrà procedere ad inviare l’istanza.
La risposta verrà data attraverso vari sistemi, come sms ed email.

L’Agenzia delle Entrate, per semplificare questa operazione, ha anche postato un video su youtube dove mostra passo per passo come utilizzare Civis 24.

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