Assegno circolare, cos’è come funziona?

Che cosa è un assegno circolare

Tra i tanti tipi di strumenti a disposizione del risparmiatore, troviamo l’assegno circolare. In molti casi si tende a chiamare in maniera generica l’assegno, ma ci sono alcune distinzioni da fare. La modalità di emissione, il funzionamento e la data di scadenza variano da strumento a strumento, dunque è necessario capire quali sono tutte le peculiarità dell’assegno circolare.

Come prima distinzione dobbiamo evidenziare il fatto che l’assegno è nominale, dunque intestato ad un beneficiario. Inoltre per avere una validità deve prevedere due soggetti specifici: uno è l’emittente, ovvero la banca in cui risiede il conto corrente di chi lo emette. L’altro soggetto è il beneficiario, ovvero colui che riceve la somma di denaro.

Non tutti i correntisti hanno a disposizione un blocco degli assegni, dunque per poter avere la possibilità di pagare con questa modalità bisogna fare una richiesta specifica alla propria banca. Questo metodo di pagamento è molto utile per quando bisogna pagare una cifra elevata e non si hanno a disposizione i contanti.

Inoltre è un mezzo molto sicuro, proprio per via della sua nominalità. Bisogna sempre specificare il nome di chi lo riceve e nessun altro può riscuoterlo: spesso si utilizza per delle transazioni importanti, quando si ha a che fare delle somme di denaro elevate. Il grado di sicurezza è elevato, dunque viene utilizzato dalla maggior parte dei correntisti.

Come funziona un assegno circolare

L’assegno circolare funziona tramite un accordo tra privato e banca. Un privato cittadino, infatti, può richiedere l’emissione di un libretto di assegni da tenere in casa propria. Questi assegni sono titoli di pagamento per i quali la banca dispone già di una copertura finanziaria. Grazie alla copertura, la banca è in grado di assicurare che in qualsiasi momento verranno utilizzati quegli assegni, essa sarà in grado di pagare la somma al ricevente.

Di solito si pensa che chiunque abbia bisogno di un libretto di assegni si rechi presso la banca dove ha un conto, ma non è così. Anche chi non possiede alcun conto corrente può tranquillamente richiedere un libretto di assegni alla banca.

L’assegno circolare funziona come titolo di pagamento in un tempo prestabilito (di solito 30 giorni). A partire dal 2016, le cifre pagabili con assegno sono state vincolate al di sotto dei 3000 euro. Inoltre, l’assegno circolare può essere arricchito della caratteristica di non trasferibile, per rendere ancora più stretto il vincolo tra emittente e ricevente.

Se si intende emettere assegni tutti al di sotto dei 1000 euro è possibile evitare di apporre ad essi la clausola della non trasferibilità. Al contrario, se si vuole un libretto di assegni non trasferibili si paga una commissione di 1,5 euro per ogni assegno. Quando si emette un assegno circolare per pagare un servizio o un’istituzione, e non una persona fisica, al posto del nome si può inserire anche la ragione sociale dell’azienda.

assegno

Come compilare l’assegno circolare

Per compilare un assegno circolare bisogna inserire obbligatoriamente alcuni dati. Il primo di essi è la denominazione di assegno circolare, che lo differenzia da altri tipi di assegno. Ad essa seguono:

  • La garanzia, che certifica che la banca pagherà l’intera cifra contenuta sull’assegno al momento in cui esso verrà incassato. La garanzia è importante per la valuta, perché l’incasso di un assegno in un giorno o in un altro può cambiare la valuta di riferimento;
  • Nome e cognome completi del destinatario;
  • Data e luogo in cui l’assegno circolare è stato emesso;
  • Importo in cifre e in lettere dell’assegno. Entrambi gli importi devono essere seguiti da una virgola, da due zeri e da due sbarre oblique. Questo impedisce di aggiungere ulteriori cifre a penna;
  • Timbro o firma della banca che ha emesso l’assegno circolare.

Quando ci si reca in banca a versare l’assegno circolare, il versamento può essere fatto direttamente allo sportello compilando dei moduli appositi. Nelle banche tecnologicamente più avanzate ci sono dei macchinari per versare assegni online.

Grazie a questi macchinari si inserisce l’assegno che viene scansionato e trasformato in un file PDF. È fondamentale che il ricevente abbia apposto la sua firma dietro l’assegno per certificarne la ricezione. A quel punto la macchina registra il versamento dell’assegno e trasferisce sul conto del ricevente il denaro.

Quando si usa l’assegno circolare

L’assegno circolare si può usare per una miriade di situazioni. Innanzitutto, esso è comodo per un pagamento rateizzato. Ad esempio quando si acquista un bene abbastanza costoso, come una macchina o un elettrodomestico, e si vogliono pagare delle rate, normalmente queste rate vengono corrisposte sotto forma di assegno.

Anche i pagamenti per servizi comuni quali corsi di sport, di lingua o affiliazioni ad associazioni si pagano tramite assegno. Uno degli esempi più calzanti dell’utilità dell’assegno riguarda anche la locazione di un immobile. Quando si prende una casa in affitto, infatti, la caparra viene quasi sempre versata sotto forma di assegno.

In questo modo il padrone di casa tiene da parte l’assegno finché l’inquilino rimane all’interno della casa. Se quando è andato via ritiene che ci siano danni per i quali vada incassata la caparra, oppure se l’inquilino rompe il contratto al di fuori dei termini previsti, il padrone può andare in banca e versare l’assegno. Al contrario, può restituirlo all’inquilino che lo distrugge.

Può essere utile usare un assegno circolare anche in caso di regalo. Quando ci sono passaggi di somme di denaro ingenti all’interno dei membri della stessa famiglia, magari per un regalo in una ricorrenza speciale, si può pensare di ricorrere a un assegno. In questo modo si evitano troppi movimenti bancari che possono destare il sospetto della Guardia di finanza.

Cosa vuol dire assegno circolare non trasferibile

assegno circolare

Molte volte abbiamo sentito parlare di assegno circolare non trasferibile. Cosa cambia rispetto ad un assegno normale? La non trasferibilità è un concetto chiave quando si parla di questi strumenti: infatti questo è il motivo per cui gli assegni circolari sono più sicuri e permettono di avere un controllo maggiore.

Come già evidenziato, ogni assegno circolare deve avere il nome del beneficiario o la ragione sociale di chi lo incassa. Questa condizione è obbligatoria, visto che solo l’intestatario può incassarlo e nessun altro può recarsi in banca per trasformarlo in denaro. Dunque ogni assegno circolare è di conseguenza non trasferibile e per poter essere valido deve presentare un’intestazione.

Ci sono delle clausole che permettono a chi emette l’assegno di togliere il vincolo di non trasferibilità, ma bisogna assolutamente fare una richiesta formale alla propria banca. Inoltre, il D.L. n. 112 del 25/06/2008 ha imposto a tutti coloro che emettono un assegno della cifra superiore ai 12.500 €, di aggiungere la dicitura non trasferibile accanto al nome del beneficiario.

È altresì possibile intestarsi un assegno, ma la dicitura del soggetto beneficiario dovrà essere a me stesso o la sigla m.m. (me medesimo). Come abbiamo visto, il criterio di non trasferibilità è legato strettamente al vincolo di inserire il nome di chi incasserà l’assegno: se manca il soggetto, decade qualsiasi possibilità di intascare il corrispettivo in denaro.

Qual è la differenza tra assegno bancario e assegno circolare

Quando si parla di assegni si tende spesso a generalizzare. Infatti in molte occasioni si parla di assegni circolari e assegni bancari come se fossero la stessa cosa. In realtà i due strumenti utilizzati sono totalmente diversi. Ecco le caratteristiche:

  • Maggiore sicurezza dell’assegno circolare, in quanto l’assegno bancario può rimanere scoperto. Il pagamento verrà di conseguenza bloccato;
  • Possibilità di postdatare l’assegno bancario, anche se questa pratica è ritenuta illegale. In questo modo la riscossione potrà avvenire solo al momento della scadenza della data;
  • Entrambi possono essere non trasferibili. Nel caso di un assegno circolare, la non trasferibilità è la condizione base, mentre l’assegno bancario può diventare non trasferibile. La dicitura verrà scritta nel retro e verrà confermata dalla firma di chi lo emette. Nel primo caso, dunque, si può togliere la non trasferibilità, sempre obbligatoria. Nel secondo caso si può aggiungere questa clausola oppure si può lasciare il tutto come viene emesso dalla banca.

I libretti degli assegni che vengono rilasciati dalla banca sono numerati e appartengono al proprietario del conto corrente. In caso ci sia un furto o uno smarrimento, bisogna assolutamente denunciare il fatto alla banca che provvederà a prendere le contromisure adatte alla situazione. Il responsabile legale è dunque l’istituto di credito, ma dal momento della consegna è lo stesso cliente ad avere le responsabilità di tutto il blocco.

Assegno scoperto e assegno postdatato

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Questi due assegni sono degli assegni bancari. Molte persone sono convinte che questi due strumenti bancari rientrino nell’assegno circolare, ma in realtà sono l’esatto opposto. Infatti ci sono delle differenze che fanno decadere le condizioni del modello circolare.

  • L’assegno scoperto è uno dei maggiori rischi per quanto riguarda un assegno bancario. Infatti, al momento della riscossione, potrebbero non esserci le coperture adeguate e dunque il beneficiario potrebbe non avere la possibilità di intascarlo. Nel caso si dovessero verificare queste condizioni, la banca sospenderebbe il pagamento per 60 giorni e di conseguenza il beneficiario non potrebbe in nessun modo riscattare l’assegno. Questo è uno dei problemi principali dell’assegno bancario.
  • L’assegno postdatato è una pratica illegale, ma ancora c’è questa abitudine nel compilare questi strumenti inserendo una data di riscossione diversa da quella di emissione. Una sorta di garanzia che spesso non dà però la giusta sicurezza al creditore. Infatti, la presenza di un assegno simile non dà la certezza che in quella determinata data l’assegno avrà le coperture economiche giuste. E se il conto è scoperto, il pagamento viene bloccato. In base alla normativa vigente, il pagamento di un assegno postdatato è illegale e chi lo riceve può rifiutarlo immediatamente, proprio per evitare le condizioni sopraelencate.

Quando può essere incassato e qual è la data di scadenza

Un assegno circolare può essere riscosso immediatamente, dando la possibilità al beneficiario di trasferire i soldi sul proprio conto. L’intestatario potrà recarsi allo sportello e ritirare i soldi. Per poter ricevere il via libera da parte della banca, bisogna presentarsi con un documento di identità valido, altrimenti la cifra dovuta non verrà consegnata. Ci sono però alcuni vincoli da rispettare: per importi maggiori di 1.000 euro, ci saranno delle commissioni e delle imposte di bollo che verranno trattenute.

Il tempo massimo per la riscossione di un assegno ammonta a 30 giorni, anche se il tempo indicativo migliore sarebbe quello di otto giorni. Cosa succede in caso di scadenza della data? L’assegno è ancora valido e può essere incassato, ma si deve fare attenzione alla possibilità del richiedente, che può revocarlo. Per evitare qualsiasi tipo di problema è bene recarsi subito allo sportello bancario e cambiare il proprio assegno.

Scaduti i 30 giorni possiamo richiedere il cambiamento dell’assegno? Sì, ma solo nel caso in cui il proprietario dà il via libera. Prima di procedere bisogna assolutamente far presente a colui che ha emesso l’assegno la nostra intenzione. Solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione potrà essere richiesta la somma riportata.

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