Apple taglia la produzione e rivede le stime di crescita

Il 2019 si apre con forti turbolenze su Apple. Per gli azionisti Apple, che possono trovare uno strumento partico e utile nel portale FissoVariabile, l’anno nuovo è iniziato in altalena. Prima la frenata delle vendite, poi il taglio alla produzione degli iPhone. Cosa accade a Cupertino, alla mela più famosa del mondo?

Un taglio del 10% alla produzione

Lo stop per i fornitori è di poche ore fa. Apple ha tagliato del 10 per cento i piani di produzione dei nuovi iPhone nel primo trimestre. È quanto emerge da notizie riportate dalla stampa nipponica, dal quotidiano Nikkei. Tra gennaio e marzo, la casa di Cupertino ha chiesto ai propri fornitori di rallentare e ridurre la produzione di smartphone. Una notizia che richiama quanto accaduto proprio pochi mesi fa: si tratta del secondo taglio in due soli mesi alla produzione targata Apple. A essere sottoposti alla riduzione sono tutti i nuovi modelli di iPhone lanciati sul mercato in autunno: XS, XS Max e XR. A quanto ammonta la riduzione in numeri assoluti? Nel primo trimestre del 2019, tra modelli nuovi e vecchi, Apple produrrà 40-43 milioni di iPhone, a fronte dei 47-48 milioni precedentemente pianificati. A confronto, nel primo trimestre 2018 Apple ha venduto 52,21 milioni di iPhone. La compagnia di Cupertino nei mesi scorsi ha reso noto che, a partire dal trimestre appena concluso, non comunicherà più i dati sul numero di iPhone consegnati.

Il taglio alle stime per la crescita portano giù Wall Street

Solo pochi giorni fa, tra l’altro, Apple è stata la protagonista di una giornata nera per Wall Street. Una lettera dell’amministratore delegato di Apple Tim Cook, diffusa a pochi poco prima della chiusura delle contrattazioni, ha colto di sorpresa gli investitori. Il contenuto? L’annuncio di una revisione al ribasso delle previsioni per il primo trimestre fiscale che termina il 29 dicembre. Per la società la causa del rallentamento è da ricercare in un minor numero di aggiornamenti iPhone, ma soprattutto nel sensibile calo delle vendite in Cina. Ecco allora che la Borsa ha reagito immediatamente all’annuncio e il titolo della società di Cupertino ha lasciato sul terreno ben il 7,6 per cento nelle contrattazioni after hours trascinando il valore di mercato sotto i 700 miliardi di dollari. Ma di quanto sono state abbassate le stime di crescita? I dati diffusi da Cook parlano di entrate per 84 miliardi di dollari contro una forbice prevista prima tra gli 89 e i 93 miliardi di dollari, in ogni modo al di sotto delle stime degli analisti (91,5 miliardi di dollari). Non solo Wall Street ha accusato il colpo dell’annuncio, anche le Borse europee sono state trascinate verso il rosso.

Il bonus di Tim Cook

Ma mentre la società taglia produzione e stime di crescita, cresce il bonus per il suo amministratore delegato. Per il 2018, infatti, Tim Cook ha ricevuto un bonus record per i suoi standard: 12 milioni di dollari. Il compenso complessivo è pari a 136 milioni di dollari, comprensivi di 3 milioni di salario e azioni per un valore di 121 milioni di dollari. È quanto riportato da un take dell’agenzia di stampa Bloomberg.

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