Il growth hacking, la rivoluzione del Marketing

Il growth hacking è un termine nuovo per molti di noi, anche per chi è un professionista che lavora con il web, naturalmente è un termine americano che ha iniziato a girare da poco nel mondo del digital italiano.

Chi è un growth hacker?

La traduzione vuol dire “pirata del marketing”, uno dei motivi è l’approccio particolare nell’utilizzo degli strumenti che trascende dai soliti standard.

Un growth hacker veramente bravo ha un bagaglio di esperienze abbastanza sostanziale ed una conoscenza elevata di strumenti che permettono ad un’attività, ed una startup, di crescere in modo esponenziale. Ha conoscenze di marketing, seo, copywriting, ma anche programmazione, web analytics e tante altre tematiche affini.

Il growth hacking viene svolto da un esperto che analizza il comportamento degli utenti e tramite analisi, miglioramenti creativi ed altre implementazioni necessarie riesce a fa migliorare l’andamento di un’attività; uno degli scopi primari – che poi si rispecchia anche nelle performance di risultati vendite e fatturato – è il miglioramento dell’user experience, naturalmente si occupa di aspetti importanti ed interlacciati tra loro come il prodotto ed il marketing dello stesso.

3 attività fondamentali del growth hackin

  • User experience: di fondamentale importanza per avere un buon rapporto di traffico/vendite su un sito web. Ad esempio se su un ecommerce sono presenti degli ottimi prodotti ma l’esperienza di navigazione è veramente pessima, si può fare la migliore ricerca di mercato possibile in merito a qualità e prezzo, ma le vendite saranno scarse, o per lo meno il rapporto traffico vendite.
    Un sito web X può aumentare anche del 300% il suo tasso di vendite con uno studio approfondito e miglioramenti notevoli nella User Experience.
  • Il prodotto: la scelta del giusto prodotto da presentare al mercato è un altro punto cruciale da tener conto per il successo di un’azienda o di una startup. L’analisi di mercato deve tener conto diversi aspetti come: la difficoltà di posizionare il prodotto sul mercato, il prezzo dei competitor, la scalabilità del prodotto tenendo anche conto la velocità di reperimento e produzione.
  • Il marketing: dove aver trovato il prodotto ideale e dopo averlo posizionato in un contesto sano di “user experience” è necessario promuoverlo con il giusto Marketing esaltando le sue caratteristiche e spingendo gli utenti a diventare dei consumatori abituali.

Questi 3 passaggi possono fare la differenza per l’insuccesso o il successo di un’attività commerciale a questi si possono anche aggiungere altri tipi di attività, che possono essere delle sottocategoria di come utilizzare il Marketing, Branding, ecc.., come i seguenti esposti.

Altre capacità di un growth hacker

Il Copywriting: il mandare comunicazioni scritte in modo da “colpire” gli utenti con lo scopo di fargli compiere determinate azioni. Può avvenire durante campagne di email marketing, su banner grafici, su campagne pubblicitarie, ecc..

Campagne social: l’utilizzo dei social (prettamente oggi Facebook) per raggiungere il giusto pubblico di utenti.

Campagne seo: il miglioramento del posizionamento sui motori di ricerca (maggiormente Google) che permette di avere visibilità dai posizionamenti naturali su parole chiave inerenti il prodotto promosso.

Campagne virali: l’utilizzo di una creatività particolare che possa attirare un particolare tipo di attenzione verso gli utenti generando effetti virali di condivisione di massa.

Design e creatività: la forza dell’impatto visivo tramite l’utilizzo di creatività grafica che esprime emozioni positive.

Naturalmente è impossibile essere esperti in qualunque settore e ci saranno growth hacker più bravi in degli ambiti e meno bravi in altri ambiti, ma un growth hacker veramente in gamba sa come bilanciare le proprie insufficienze riuscendo anche a gestire con efficacia un team di lavoro con personale esperto in specifiche tematiche.

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