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L'E-COMMERCE CRESCE ANCHE NEL
2005 NONOSTANTE LA CONGIUNTURA NEGATIVA
Questa la fotografia del mercato presentata oggi in SMAU da
ANEE - Commissione contenuti e servizi multimediali di Assinform
e la School of Management del Politecnico di Milano. Con l'occasione
è stato presentato alla stampa e agli opearatori NETCOMM, il
neocostituito consorzio del commercio elettronico italiano,nato
con il patrocinio di Assinform. |
Ottimo lo stato di salute dell'e-commerce
italiano, soprattutto se si considera il rallentamento generale
dell'economia italiana. Questo è in massima sintesi quanto emerge
dai dati presentati questa mattina a Smau nell'ambito di una conferenza
stampa.
Il 2005 si chiuderà con un giro d'affari B2C realizzato in Italia
su siti italiani, pari a 2.800 milioni di Euro con un incremento
rispetto al 2004 pari al 40%. Il tasso di incremento annuale più
basso rispetto a quello registrato nel biennio 2003-2004, quando
era compreso tra il 60 ed il 70%, dipende in larga parte da un rallentamento
del tasso di crescita in quasi tutti i comparti, soprattutto nel
turismo che aveva invece trascinato la crescita nell'ultimo biennio.
TURISMO IN POLE POSITION
La distribuzione delle vendite per comparto merceologico pone il
turismo al primo posto, con il 43% del mercato complessivo
ed un transato superiore ai 1.200 milioni di €. La crescita del
settore, pari a 415 milioni di €, per il secondo anno consecutivo
rappresenta oltre la metà dell'aumento dei volumi di tutto l'eCommerce
italiano (oltre 800 milioni nel 2005).
La riduzione del tasso di crescita, circa il 50%, rispetto al tasso
registrato nel biennio precedente (quando era a tre cifre) spiega
in larga parte il rallentamento della crescita complessiva dell'eCommerce.
Tale dinamica è legata a due aspetti: da un lato un naturale rallentamento
conseguente al raggiungimento di un tasso di penetrazione sul totale
delle vendite nel settore già significativo (prossimo al 5%) e dall'altro
l'interruzione di attività di VolareWeb nei primi mesi dell'anno.
Il secondo settore per peso relativo è rappresentato dalle assicurazioni
- in particolare la vendita di RC Auto da parte di compagnie
dirette - con peso in continuo calo negli ultimi 3 anni: dal 20%
del 2002 al 12% del 2005. Nonostante il +18% del 2005 testimoni
una crescita di tutto rilievo rispetto all'andamento delle compagnie
assicurative dirette (e ancor più rispetto allo stagnante mercato
assicurativo tradizionale), rappresenta solo la metà del tasso di
crescita che il settore aveva manifestato nel biennio precedente.
Segue il comparto dell' informatica e elettronica di consumo
che rappresenta quasi l'11% del mercato B2c italiano, con oltre
300 milioni di € ed una crescita annua stabile ormai da qualche
anno attorno al 30%. Abbigliamento e editoria, musica ed audiovisivi
mantengono inalterato il loro peso rispetto al 2004 (3% circa cadauno),
con tassi di crescita pari al 49% e 42% rispettivamente. Il settore
Grocery è invece stazionario, anche a seguito della chiusura
o del ridimensionamento di alcuni operatori, e il suo peso relativo
scende al 2% delle vendite online in Italia (contro il 3% del 2004).
Gli altri settori (alimentare non grocery, oggetti artigianali
e artistici, ricariche telefoniche e cellulari, prevendite biglietti,
auto e moto, piante e fiori, …) pesano complessivamente per un 26%,
in crescita rispetto al 25% del 2004, come conseguenza delle ottime
performance dei comparti più significativi, ovvero ricariche telefoniche,
biglietti per eventi e le vendite c2c (consumer to consumer) di
eBay .
UNA FORTISSIMA CONCENTRAZIONE: 20 OPERATORI FANNO IL 70% DELL'INTERO
MERCATO
L'analisi del grado di concentrazione conferma che all'interno del
mercato i principali player continuano a crescere con tassi più
alti di tutti gli altri operatori, al punto che i primi 20 operatori
rappresentano oltre il 70% del mercato eCommerce. È ormai evidente
che i vantaggi competitivi acquisiti da questi operatori - notorietà
e affidabilità dell'iniziativa, qualità percepita, know-how specifico,
... - sono sempre più difficilmente colmabili, se non con sforzi
di comunicazione enormi. Peraltro, le dimensioni assolute dei 20
maggiori operatori iniziano ad essere rilevanti.
TRA I TOP 20 IL SETTORE PIÙ FRAMMENTATO È L'INFORMATICA, QUELLI
MENO ASSICURAZIONI E GROCERY
L'elenco dei Top20 rispecchia abbastanza fedelmente l'importanza
dei settori, con 11 aziende operanti nel turismo, 4 nelle assicurazioni
e 2 appartenenti alla categoria "Altro". È inoltre interessante
evidenziare l'eterogeneità della tipologia di aziende che compongono
i Top20: da aziende tradizionali che hanno puntato in maniera efficace
sull'online (Alitalia, Trenitalia, Vodafone in primis), ad aziende
che sono emanazioni di importanti compagnie tradizionali ma che
hanno raggiunto un'elevata notorietà anche grazie al canale web
(tra tutte le compagnie assicurative dirette Genialloyd, Genertel,
Onlinear, DirectLine), alle compagnie aeree low cost (MyAir e VolareWeb),
fino alle aziende nate per operare online e che hanno saputo guadagnare
la fiducia dei consumatori a tal punto da essere ormai da diversi
anni stabilmente presenti tra i principali 20 operatori italiani
(tra tutte eBay, Venere, Expedia e Yoox). Chiaramente tale risultato
è frutto di situazioni profondamente diverse nei vari settori: le
Assicurazioni e il Grocery si confermano fortemente concentrati
(i primi 5 operatori rappresentano rispettivamente il 98% e l'85%
del transato del settore), mentre l'informatica e elettronica si
conferma come il settore più frammentato, con una quota dei top
5 inferiore al 50%.
SALE IL PESO DEI PURE PLAYER RISPETTO AI MULTICANALE: I PRINCIPALI
CRESCONO DI OLTRE IL 90%
È interessante osservare la distribuzione delle vendite tra operatori
Multicanale e Pure Player: dopo 3 anni di sostanziale stabilità
- due terzi del mercato in mano agli operatori multicanale e
un terzo alle iniziative nate per operare online - il 2005
presenta una forte discontinuità. Il peso dei Pure Player sale infatti
al 44% grazie in primo luogo ai risultati dei principali operatori
- eBay, Expedia, Venere, Lastminute, Yoox, MrPrice, IBS, DVD.it,
per citare solo i leader nei rispettivi comparti. Questa categoria
di operatori ha avuto nel complesso tassi di crescita nel 2005 prossimi
al 90%. Tra i multicanale, gli operatori compositi guadagnano circa
5 punti percentuali, grazie essenzialmente ai buoni risultati ottenuti
dalle compagnie di trasporto tradizionali (Alitalia e Trenitalia
in primis) e dalle compagnie di ticketing online. Il sorprendente
calo del peso relativo degli operatori a distanza è in parte riconducibile
alla interruzione di attività per alcuni mesi di VolareWeb (che
tuttavia sembra re-incamminarsi su interessanti binari di crescita)
solo in parte compensato dalla crescita di MyAir. A ciò si aggiunge
la crescita decisamente inferiore al mercato ottenuta dalle
compagnie assicurative dirette che, insieme alle low cost,
rappresentano di fatto la totalità degli operatori a distanza. La
riduzione del peso delle iniziative che coniugano il canale online
con il canale dei punti di vendita fisici (store) è un trend chiaro
ormai da qualche anno e sconta in buona parte la scarsa presenza
online della distribuzione moderna in tutti i settori, con qualche
eccezione (telefonia, informatica di consumo, grocery).
IL COMMERCIO ELETTRONICO ITALIANO ESPORTA ANCORA POCO: IN MEDIA
MENO DEL 13%
L'estero continua ad essere un mercato poco raggiunto dagli operatori
di eCommerce italiani, pur con qualche significativa eccezione.
L'incidenza delle vendite all'estero si è infatti stabilizzata nel
biennio 2004-2005 attorno al 12-13%. Analizzando il quadro per settore
si evidenziano tassi significativi di vendite all'estero solo per
l'abbigliamento, oltre il 50%, il turismo, con oltre il 20%. In
testa alla classifica delle esportazioni si conferma l'abbigliamento,
per il quale l'unicità del prodotto "Made in Italy" spiega
il grande successo all'estero di iniziative come Yoox, Kappastore
e GlamOnWeb. Nel turismo i portali italiani per la prenotazione
di hotel registrano oltre il 70% di ordini provenienti dall'estero.
Rimane significativo il peso delle vendite che i grandi player internazionali
generano attraverso i loro siti italiani, ad esempio Expedia.it,
Lastminute.it, Opodo.it, e le compagnie aeree tradizionali estere.
Buone le vendite di libri e film in italiano all'estero,
anche se inferiore al 10% del fatturato, facilitate da una scarsa
offerta di tali prodotti sui principali siti stranieri (Amazon in
primis). Le Assicurazioni e il Grocery - per vincoli di carattere
legislativo o per la focalizzazione geografica dell'offerta - generano
strutturalmente il 100% del loro fatturato in Italia. Nel settore
dell'informatica e elettronica di consumo le motivazioni che portano
a esportazioni quasi nulle sono legate alla difficoltà dei player
di essere competitivi sui mercati esteri, in conseguenza della standardizzazione
di prodotto e dell'incidenza dei costi logistici, a meno di particolari
vantaggi di prezzo in specifiche categorie merceologiche.
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Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa NETCOMM - Mirandola Comunicazione Marisandra Lizzi
- marisandra@mirandola.net - tel 0524 574708 - 348 3615042
ANEE - Commissione servizi e contenuti
multimediali di Assinform www.anee.it
- rappresenta i principali operatori delle diverse filiere tecnologiche
dell'on line, dell'off line e del broadcasting, coerentemente con
i processi di convergenza in atto nel settore multimediale. È particolarmente
impegnata nell'approfondimento e nella rimozione dei vincoli che
condizionano lo sviluppo del settore, collaborando con le Istituzioni
per una migliore definizione legislativa e normativa e per potenziare
la velocità di sviluppo del multimediale in Italia.
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